Intensità di cura e complessità assistenziale

Al DEU è affidato sia la funzione di filtro per l’ instradamento di pazienti all’ interno di diversi modelli organizzativo-assistenziali sia quella di stabilizzazione con il coinvolgimento del team multidisciplinare sotto la vigilanza della Direzione Sanitaria .
Modelli organizzativi integrati :

* Separazione completa / parziale degli accessi di urgenza / emergenza da quelli di elezione ( triage di corridoio )

** Modalità hospitalist : medico-manager

°clinico
°chirurgico dimissione protetta medico di base

***Modello per livelli( alta-intermedia) di intensità di cura e complessità assistenziale :
A) severità clinica : grave compromissione di organi/apparati
B) prestazione assistenziale complessa : pazienti fragili , immunodepressi ,anziani :portatori di patologie invalidanti
C) complessità della patologia , grado di dipendenza , complessità assistenziale , tempo impiegato, appropriatezza del ricovero di tipo assistenziale( giornata di ammissione e giornata di degenza ) , organizzativo , clinico(linee guida) e prescrittivo
D) ricoveri in degenza H 24
E) non appoggi
F) degente in situ / equipe in allerta continua
G) mobilità persistente degli specialisti ospedalieri per area degenza
H) disponibilità della tecnologia
I) medico di fiducia accreditato presso la struttura pubblica e privata convenzionata con il SSN
J) modello organizzativo integrato che si compendia in :
meno posti letto per acuti in futuro
assoluta integrazione con il territorio
incremento delle cure domiciliari intermedie

Assistenza a doppio binario ospedale / territorio :

Filtro territoriale :Assistenza territoriale H24 a bassa intensità : gestito da medici di base , dal personale medico , infermieristico, amm.vo , tecnico ed ausiliario del Distretto sanitario , dagli specialisti ambulatoriali con la partecipazione attiva del medico di fiducia “ accreditato “ . E’ prevista la figura dell’ infermiere di famiglia di rete territoriale .

ospedale di lungodegenza con pp.ll
ospedale di genere
ospedale per cure palliative
case della salute
poliambulatori multi specialistici a seguito di riconversione di ex ospedali dismessi .

Integrazione multidisciplinare

modello spoke ( sistema sotto-ordinato di PP. OO. specializzati periferici )

modello hub ( centri ospedalieri d’eccellenza : AA. OO. / AA. UU. / IRCCS )
Territorio
Assistenza a doppio binario ospedale / territorio

Filtro territoriale costituito dall’ integrazione di medici di medicina generale , del distretto e degli specialisti ambulatoriali ASL in stretta sintonia con l’ ospedale.

ospedale di lungodegenza con pp.ll ospedale di genere

ospedale per cure palliative case della salute

poliambulatori multi-specialistici

Case della salute

Implementazione delle Case della Salute in territorio salernitano

Il rapporto Censis-Rbm del maggio 2017 ha rilevato che ca. dodici milioni e duecentomila Italiani nell’ anno 2016 hanno rinunciato / rinviato le prestazioni mediche polispecialistiche a causa delle condizioni economiche disagiate . Da tanto , si propone in tempi ragionevoli la realizzazione in modo omogeneo sul territorio salernitano delle Case della Salute , peraltro previste dalla Legge finanziaria 2007 in via sperimentale , che sono presidi sanitari subdistrettuali che erogano prestazioni sanitarie e socio-sanitarie multidisciplinari e poliprofessionali a favore di un bacino d’ utenza limitato ( 5-10 mila abitanti ) da allocare in strutture sanitarie o in manufatti pubblici dismessi , previe ristrutturazioni . E’ possibile , a tal proposito , istituire in presidi ospedalieri sottoutilizzati i reparti comunitari , distinti da quelli ospedalieri , gestiti dai medici di famiglia in stretta sintonia con gli specialisti ambulatoriali dei distretti creando non solo l’ integrazione volontaria e virtuosa tra questi professionisti ma anche l’ interazione ospedale/territorio con conseguente riduzione della pressione sulle strutture ospedaliere di media e alta specializzazione .

Le case della Salute sono da considerarsi come le sedi pubbliche sub-distrettuali dove trovano allocazione , in uno stesso spazio fisico , nell’ ambito del potenziamento del sistema delle cure primarie , le seguenti attività :

  • la continuità assistenziale e terapeutica H 24 x 7 gg. ;
  • i programmi condivisi sulla base del PAT ( programma delle attività territoriali del distretto ) e del PSZ ( piano sociale di zona ) ;
  • l’ ospedale di comunità con degenze brevi di ricovero ;
  • l’ integrazione e l’ interazione multidisciplinare tra medici di base , specialisti ambulatoriali , infermieri , fisio-terapisti e tecnici sanitari . Istituzione dell’ infermiere di famiglia ;
  • privilegiare il domicilio e il contesto sociale degli assistiti ;
  • un unico punto di accesso dei cittadini alla rete dei servizi e la presa in carico della domanda assistenziale ;
  • sviluppo di programmi di prevenzione ,
  • la presa in carico integrata dei pazienti con problemi di salute mentale;
  • la gestione delle patologie croniche ;
  • i percorsi diagnostico-terapeutici che non necessitano di ricorso all’ ospedale .

Come gli ospedali anche le case della salute possono avere diversa complessità assistenziale ed intensità di cure crescenti in relazione alle caratteristiche oro-geografiche del territorio e alla densità della popolazione .